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Design
23 Marzo 2018
Invito a casa: Abitare le emozioni
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L'Archivio Gabriella Crespi
per la Milano Design Week, ha il piacere di annunciare
INVITO A CASA:
“ABITARE LE EMOZIONI”
viaggio nel mondo privato di Gabriella Crespi
intimità, spirito e materia tra oggetti artistici e di design
a cura di Valentina Tosoni e Fulvio Ravagnani
allestimento di Chiara Colombo
One Day Exhibition
17 aprile dalle 11 alle 21, via dell'Annunciata 23/4

“Senza dubbio il lavoro di Gabriella Crespi suscita attenzione: quando si entra in una stanza in cui è presente un suo lavoro, è impossibile ignorarlo”. Ambra Medda
“Dal punto di vista di un designer entrare nel suo mondo, vedere come vive e osservare gli oggetti tra i quali ha scelto di abitare è stata un’esperienza davvero speciale”. Stella McCartney

A un anno dalla scomparsa l’Archivio Gabriella Crespi decide di avviare un progetto per continuare a diffondere e a far conoscere il lavoro dell’artista designer. Il primo appuntamento è con la mostra-evento non tradizionale, della durata di un giorno soltanto, che si terrà a Milano il 17 aprile, in occasione del Fuori Salone.

Un invito nella sua casa, intesa come spazio emozionale, per un percorso tra opere di sua creazione che l’hanno accompagnata nelle sue abitazioni di Milano e di Roma, oggetti d’arte e d’artigianato da lei raccolti e isole sentimentali, che raccontano la sua personalità attraverso effetti personali.
La suggestione è junghiana e prende spunto dallo scritto “Il condizionamento terreste dell'anima”, che paragona la costruzione dell’anima a quella di una casa. Il percorso espositivo infatti vuole portare lo spettatore a passare una giornata con la designer, per raccontarne e condividerne l’intimità, lo stile di vita, il modo di creare e di progettare. Un parallelo tra ricordi personali e professionali, un “fil rouge” tra oggetti e progetti. Una casa come un diario, come uno specchio, per andare oltre la Gabriella Crespi designer. Sorprendente sarà scoprire nel suo lavoro, come sintesi e ricercatezza estetizzante, possano contenere una così grande attenzione per la dimensione spirituale. Un viaggio concentrato in uno spazio delineato, ma in espansione, che vuole lasciare nella memoria del visitatore la sensazione di averla conosciuta personalmente.

Veduta Ingresso©Archivio Gabriella Crespi. Foto_Fulvio Bonavia_2018.jpg 
Veduta Ingresso ©Archivio Gabriella Crespi. Foto_Fulvio Bonavia_2018
Introduzione catalogo. Testo di Valentina Tosoni 

Un soffio leggero di suggestioni estetiche, rimandi storici, radiazioni preziose e spirituali percorre gli spazi aperti della casa. Per catturarlo è necessario guardare, ascoltare, provare a vedere di cosa è intrisa la materia e cosa sottostà alle forme, entrandoci con il pensiero. Bisogna ascoltare le sensazioni che lo sguardo provoca, lasciarsi prendere dal gioco dei collegamenti, dei rimandi, e provare a interrogarsi su cosa vuol dire abitare. La complessità semantica del concetto di abitare sembra essere connaturata alla sua struttura di “pratica umana fondamentale”, ma prima ancora nasce come Stimmung, come sentimento, anche inconscio, che dispone un atteggiamento e permette di comprendere e contenere il proprio vissuto.

Gabriella Crespi sofisticata designer, precorritrice assoluta del design artistico e della progettazione del pezzo unico, quando si spostava ad abitare una nuova casa replicava gli stessi equilibri, toni, colori e proporzioni: lo spazio rinasceva ogni volta da lei e con lei, in qualunque fosse il contenitore, rigenerandosi come un'estensione della dimensione interiore, quella più intima, in un sistema di sottile tramatura tra la sua essenza poliedrica, la sua forza creativa e la sua potente autonomia di gusto e pensiero. Un “unicum” anch’esso singolare invenzione di Gabriella Crespi, inscindibile e funzionale alla sua dimensione quotidiana, a quella spirituale, sentimentale e vitale.

Scaturisce dalla disponibilità della figlia Elisabetta, da sempre sua stretta collaboratrice e ora grande guardiana del genio materno, la possibilità di far condividere l'esperienza di oltrepassare la soglia dell' appartamento dalla madre, per permettere un contatto concreto, intimo e personale, con l'opera di Gabriella Crespi e al contempo far percepire la natura di donna aristocratica, ma trasgressiva, devota, ma contemporanea, che quegli spazi amati e riempiti del suo vissuto, possono raccontare.

Quando si entra nelle case dove tutto è stato lasciato, si percepisce la natura circolare del tempo, si fa un viaggio interpretativo, carico di mistero che l'assenza presenza acuisce. La casa di Gabriella Crespi è un'esperienza che rende possibile attraversare sia il passato, sia il futuro che si proietta nello spazio, che può adattarsi ad altri ambienti, anche espositivi, in quanto complesso modulo riproducibile, che lei stessa amava reiterare, come cura estetica per l'anima.

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Photo: Oliviero Toscani, 1970

Biografia: 
“Parlare del mio lavoro significa parlare di come io sento ciò che mi circonda e ciò che è necessario. Così un’idea, un disegno nasce lontano dal mio lavoro di routine e inizia non appena si crea intorno a me l’isolamento, per me la materia è plasmata innanzi tutto dal pensiero e da quella parte inconscia così importante che è in noi, non disgiunta da una realtà di vita attuale che può determinarne la realizzazione”. Gabriella Crespi

Gabriella Crespi nasce a Milano nel 1922 e dopo gli studi di architettura al Politecnico, inizia a lavorare prima a Milano e poi a Roma per creare quello stile che nei decenni la farà diventare una delle designer più ricercate a livello internazionale. Nei ‘50 inizia la produzione di oggetti, lampade e sculture, come le piccole “Lune” d’acciaio; nei ‘60 stabilisce un rapporto di collaborazione con la Maison Dior per la produzione di oggetti per la casa e la tavola. Anche in USA il successo arriva presto, grazie a Mrs. Hoving, allora proprietaria di Tiffany e di Bonwit Teller, che acquisterà i suoi primi lavori. Nel 1968 viene presentato a Dallas il prototipo del suo primo “Plurimo”, in rappresentanza del design italiano. Negli anni ’70 nascono alcune delle sue creazioni più famose: il "Divano Quick Change"; i suoi lavori a cera persa, tra cui la serie degli “Animali”, le collezioni “Gioielli” e “Gocce Oro” e la scultura “My Soul”; ma anche “Rising Sun”, interamente realizzata in bamboo e ottone; i nuovi "Plurimi" come "Ellisse" e "Blow Up", e le sculture in pietra. Nel 1982 Gabriella Crespi realizza un unico esemplare del suo ultimo "Plurimo", il “Punto 83”, che verrà esposto al Museo della Scienza e della Tecnica, nell’ambito della mostra I Plurimi di Gabriella Crespi presentata da Vanni Scheiwiller. A metà degli ‘80 inizia un nuovo percorso spirituale che la porterà in Himalaya stabilmente per circa vent’anni. Nel 2008, tornata in Italia, realizza per Stella McCartney una riedizione limitata di alcuni suoi gioielli degli anni ‘70. Nel 2011 Palazzo Reale le dedica la mostra Il Segno e lo Spirito. Nel 2013 Sergio Rossi realizzerà una serie delle sue iconiche scarpe scultura ispirate ai pezzi cult di Gabriella Crespi. In occasione del Salone del Mobile 2015 presenta "New Bronze Age" una serie di suoi pezzi storici eseguiti per la prima volta in bronzo. Nel 2016 crea il suo ultimo lavoro "Wave Desk" e si spegnerà nella sua casa di Milano nel febbraio 2017. 

www.gabriellacrespi.it
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